Addio ai Cookie di terze parti

In seguito all’approvazione delle nuove linee guide previste dal GDPR nel luglio del 2021, ed entrate in vigore il 9 gennaio 2022, sono cambiate le modalità riguardo la gestione dei cookie e del tracciamento dei dati online. L’adeguamento alle nuove normative è previsto per tutti i proprietari di e-commerce, siti web e app. Sono così iniziati i lavori per lo sviluppo di nuove tecnologie per il raccoglimento, tracciamento e immagazzinamento dei dati nel pieno rispetto della privacy degli utenti.

Cosa sono i cookie?

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I “cookie” sono un piccolo pezzo di codice che viene installato all’interno delle pagine di un sito web/app per tracciare, e successivamente immagazzinare, tutti i comportamenti online di un utente. Da un lato, esistono i cookie di prime parti che immagazzinano dati direttamente sul sito web; dall’altro, ci sono i cookie di terze parti che hanno la stessa funzione dei cookie di prime parti, ma sono impostati da un sito web diverso da quello che un utente sta navigando, e, in questo modo, le informazioni che vengono raccolte sono poi condivise con servizi esterni senza che l’utente ne sia consapevole.

La contromossa di Google. Ecco Privacy Sandbox.

Col passare del tempo numerosi sviluppatori hanno cercato di elaborare nuove tecnologie in grado di migliorare la protezione della privacy online. Negli ultimi anni, infatti, diversi motori di ricerca e piattaforme hanno tentato di eliminare tecnologie, come i cookie di terze parti, senza però proporre un’alternativa valida che permetta di mantenere gli stessi standard e di raggiungere le stesse finalità di marketing che si ottengono oggi con lo sfruttamento dei cookie. Alla luce di questa situazione, Google ha optato per la creazione di un nuovo sistema, “The Privacy Sandbox”, con l’obiettivo di sviluppare una tecnologia in grado di migliorare la riservatezza dei dati raccolti tramite web e app Android. Questo tipo di soluzione, difatti, si propone di limitare il tracciamento del comportamento online degli utenti, fornendo tecnologie più sicure in grado di garantire standard di sicurezza più elevati e che rispettino le nuove normative sulla privacy. L’obiettivo principale è quello di raggiungere un equilibrio che permetta di tutelare la privacy pur “profilando” i dati raccolti per le finalità di marketing. 

Il nuovo meccanismo di funzionamento di Privacy Sandbox. 

Il nuovo sistema Privacy Sandbox è un’iniziativa lanciata da Google alla quale stanno partecipando sviluppatori di Chrome e Android per elaborare un sistema che non si baserà più sull’utilizzo dei cookie di terze parti ma si soffermerà su tecnologie innovative per garantire la riservatezza dei dati e su nuove metriche per fare l’ADV online. Privacy Sandbox è un’iniziativa open-source alla quale stanno contribuendo anche editori, sviluppatori e inserzionisti, per sviluppare standard maggiori di sicurezza.

Nel prossimo futuro, gli interessi rappresenteranno la metrica principale che sarà adoperata per le campagne di retargeting e per l’ADV online. I dati immagazzinati saranno dati aggregati che non permetteranno un’accurata profilazione dell’utente. Ogni sito web sarà categorizzato secondo specifici interessi legati agli argomenti trattati; ad esempio, la categoria di interesse “sport” sarà associata a tutti quei siti web che trattano informazioni legate allo sport. Dunque, se un utente visiterà un sito web che vende prodotti sportivi, il browser registrerà la categoria “sport” come interesse specifico di quel determinato utente, in modo tale da essere raggiunto solo da annunci pubblicitari inerenti alla categoria sport. Tuttavia, così come per i cookie, ciascun utente avrà la libertà di cancellare in qualsiasi momento dal proprio browser tutte le categorie di interesse associate al proprio profilo. 

I principali obiettivi di Privacy Sandbox – Creare una rete Internet più “privata”

Privacy Sandbox punta a creare e utilizzare tecnologie in grado di proteggere la privacy delle persone sul web e sulle app Android, riuscendo, allo stesso tempo, a fornire alle aziende strumenti e dati necessari per sviluppare il proprio business. L’obiettivo principale è evitare il tracciamento multipiattaforma dei dati, come invece avviene con l’utilizzo dei cookie di terze parti.

Con l’iniziativa Privacy Sandbox si sta cercando di sviluppare innovazioni che rendano la navigazione online più privata e sicura. Tra i vari obbiettivi, Privacy Sandbox bloccherà quelle forme di tracciamento occulto messe in atto da editori e sviluppatori nel momento in cui gli utenti reperiscono online informazioni gratuite, per poi essere raggiunti dalla fornitura di contenuti e annunci pertinenti e personalizzati

Privacy Sandbox per il Web.

L’iniziativa Privacy Sandbox per il Web eliminerà col tempo l’utilizzo dei cookie di terze parti, sostituendoli con tecnologie innovative per assicurare la privacy come:

  • “differential privacy”: si tratta di un sistema per condividere informazioni riguardo un set specifico di dati, in modo tale da permettere un’analisi del comportamento online degli utenti senza diffondere i dati personali;
  • “k-anonimity”: si tratta di una metrica utilizzata per misurare l’anonimità di un utente all’interno di un set di dati, ad esempio: un utente con valore 1000 di anonimità non potrà essere distinto dagli altri 999 utenti presenti all’interno dello stesso set di dati;
  • “on-device processing”: è un sistema attraverso il quale l’elaborazione dei dati è eseguita contestualmente sul dispositivo, o piattaforma, utilizzato senza che i dati vengano condivisi con server esterni.

Allo stesso modo, Privacy Sandbox eliminerà qualsiasi forma di tracciamento occulto, come ad esempio il “fingerprinting” (immagazzinamento delle informazioni raccolte sul software e sull’hardware di una persona ai fini dell’identificazione della stessa), diminuendo la quantità di siti di informazione a cui è possibile accedere, facendo in modo che i dati personali degli utenti rimangano privati, sicuri e protetti. 

Privacy Sandbox per Android.

L’iniziativa Privacy Sandbox per Android sta cercando di sviluppare tecnologie in grado di operare senza l’utilizzo di identificatori multi-app, tra cui l’“Advertising ID (codice univoco di un utente utilizzato per l’advertising in-app). Allo stesso modo, Privacy Sandbox punta a eliminare il tracciamento e immagazzinamento occulto dei dati, così come le tecniche di condivisione dati con server di terze parti. Tra le varie proposte di Privacy Sandbox per Android ci sono:

  • “SDK Runtime”: si tratta di un software installato all’interno delle app, che permette di elaborare il codice pubblicitario di terze parti attraverso un processo distinto rispetto al codice identificativo dell’app. In questo modo i providers di terze parti avranno un accesso limitato ai dati dell’app e degli utenti. Così facendo si riuscirà a mantenere alti standard di sicurezza e protezione della privacy.
  • “Topics API”: per quanto riguarda il mobile advertising, gli inserzionisti stanno tentando di sviluppare nuove tecnologie in grado di mostrare agli utenti solo annunci considerati rilevanti in base ai loro interessi. L’“Interest-Based-Advertsing” (IBA) è una tecnica di pubblicità personalizzata nella quale un annuncio viene scelto sulla base degli interessi dell’utente, categorizzati in base alla cronologia di utilizzo di determinate categorie di app da parte dell’utente stesso. L’IBA è diverso dal “contextual advertising” che, invece, è basato solamente sugli interessi che derivano dal contenuto fruito dall’utente nell’istante specifico di visualizzazione di un determinato annuncio. 
  • “FLEDGE”: è una tecnica basata sull’utilizzo di specifiche API per consentire agli inserzionisti di raggiungere con i propri annunci pubblicitari solo quella nicchia di utenti potenzialmente interessati a determinati contenuti. Le principali API utilizzate sono: le “Custom Audience API” che rappresentano un pubblico personalizzato sulla base di interessi comuni; e l’“Ad Selection API”: si tratta di un sistema che, sfruttando i dati immagazzinati nel corso del tempo sul dispositivo dell’utente, riesce a comprendere quale possa essere l’annuncio considerato “vincente” per essere visualizzato in un determinato momento.
  • “Attribution Reporting API”: si tratta di un sistema progettato per fornire maggiore privacy all’utente, eliminando l’utilizzo di indicatori che condividono dati con terze parti come l’Advertising ID. in questo modo l’Attribution Reporting API è in grado di: fornire un report sulle conversioni che permette agli inserzionisti di misurare il grado di performance delle proprie campagne; ottimizzare i report fornendone di specifici basati su determinati eventi; fornire report utili per tracciare forme di traffico non valido o casi di frode pubblicitaria.