Aprire un eCommerce sì, ma come?

 Aprire un eCommerce sì, ma come?

Tutto ciò che devi sapere prima di dare avvio al tuo nuovo progetto di e-commerce, cosa fare e quali sono i costi da sostenere. 

Uno dei pochi insegnamenti che l’era post-Covid ci sta lasciando è che gli italiani amano fare acquisti online

Molte attività commerciali hanno iniziato da tempo ad integrare con la vendita online la shop fisico e tante sono le startup che si affacciano nel mondo e-commerce con proposte diversificate. In questo scenario è bene farsi guidare da professionisti del settore e sapere quali sono i primi passi da muovere

pratiche ecommerce

Hai le idee chiare sul tipo di business online ma non ne capisci nulla di regimi fiscali? Sei nel posto giusto. 

Senza panico e nessuna ansia immotivata siamo qui per darti tutte le risposte. 

Iniziamo con il dire che ogni tipo di commercio elettronico, quando è condotto con continuità, è considerata una forma di vendita e per questo motivo segue gli adempimenti fiscali, l’obbligo di emissione della fattura e l’iscrizione alla gestione separata INPS previste per i commercianti in genere. 

In base a tipo di attività da svolgere considera che: 

  • Se l’attività comporta l’acquisto di prodotti e la rivendita al consumatore finale in forma continuativa è obbligatoria l’apertura della partita IVA e l’iscrizione alla Gestione Separata INPS per il versamento dei contributi previdenziali. 
  • Le prestazioni occasionali online senza partita IVA sono possibili solo per attività non continuative e con un ricavo inferiore a 5.000€ annui. 

Oltre a questo devi sapere che:

  • è richiesta l’attribuzione della partita IVA compilando il modello AA9/11 per le persone fisiche o AA7/10 per le società o enti;
  • è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio nella sezione commercianti del Registro delle Imprese;
  • serve la dichiarazione di inizio attività al Comune di residenza (S.C.I.A.), da presentare entro 30 giorni dall’inizio dell’attività tramite “comunicazione unica” con conseguente iscrizione al Registro delle imprese della Cciaa e apertura della posizione previdenziale INPS (gestione artigiani e commercianti);
  • è richiesta la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’indirizzo web del sito e-commerce, dell’internet service provider, l’indirizzo e-mail e PEC, il numero di telefono e FAX della nuova attività;
  • è necessaria l’iscrizione al VIES in caso di operazioni di acquisto e vendita in ambito comunitario;
  • chi esercita già attività di impresa con partita IVA deve aggiungere al tipo di attività svolta in via principale il codice ATECO 47.91.10 “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto via internet” e comunicare alla Camera di Commercio l’ulteriore attività di commercio elettronico. 

È bene pensare anche ai costi fissi connessi all’avvio di un’attività di commercio elettronico.

Facciamo un po’ i conti in tasca ai nuovi players del mondo e-commerce, queste sono le voci di spesa da considerare:

  • 35,50€ al momento dell’iscrizione alla Camera di Commercio delle ditte individuali, per diritti di segreteria e l’imposta di bollo. N.B.: ogni anno saranno necessari dei versamenti per il diritto camerale. 
  • Contributi INPS.
  • Costi per la gestione contabile e fiscale della partita IVA.
  • Oneri per eventuale supporto da parte del commercialista che seguirà la gestione amministrativa dell’attività.

Chi avesse i requisiti per aprire una partita IVA in regime forfettario, potrà contare sull’esonero da alcuni adempimenti e agevolazioni in merito ai contributi INPS facendone apposita domanda online. 

A questo punto possiamo dire di aver liberato la mente dalle preoccupazioni burocratiche, quindi sentiamoci per la parte più divertente. 

Certamente queste sono indicazioni generali da sapere prima di iniziare qualsiasi attività. Consiglio sempre di affidarsi a degli esperti di fisco-contabilità e consulenti-esperti di e-commerce per partire con il piede giusto e creare un business plan del progetto.