Quanto costa fare un e-commerce?

Quanto costa fare un e-commerce?

Chiunque si approcci all’online, desideroso di creare un proprio e-commerce, si pone tale domanda e, una volta compreso il budget, si chiede come meglio dividerlo e su cosa investire.

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Come creare il corretto budget per il vostro e-commerce.

“Sì ma quanto costa fare un e-commerce?”. Questa domanda è un classico di tutti i corsi e se la pone chiunque abbia intenzione di realizzare un e-commerce da sé, o affidandosi ad agenzie. Tuttavia, la domanda è sbagliata, o, perlomeno, incompleta, poiché chiedere “quanto costa fare un e-commerce?” viene spesso tradotta dai clienti con: “quanto costa realizzare il sito?”.

Il “sito” è solo una delle voci che deve far parte di un possibile budget, difatti, il fondo finanziario da destinare per la realizzazione di un progetto di commercio elettronico è diviso in  numerose altre parti, di cui e il costo del software è solo una componente.

Redigere preventivamente un budget ben strutturato è fondamentale per una migliore organizzazione dell’intera strategia di realizzazione del sito web.

Budget: cosa deve comprendere e come suddividerlo. 

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Un budget completo per la realizzazione di un e-commerce deve comprendere:

  1. Budget per una pre- analisi. Ogni sito web, che si tratti di un sito vetrina, di un blog o di un e-commerce, necessita di una analisi preventiva. Questo tipo di analisi prevede lo studio della nicchia a cui rivolgersi, della strategia da adottare e, soprattutto, dello studio dei propri competitors, considerando i punti di forza e i punti deboli propri e altrui. Un sito web che non effettua alcuna analisi preventiva è destinato a fallire, perdendosi nel buco nero dei siti dimenticati e nascosti sul web. Basti pensare che 60” in Internet corrisponde alla creazione di 571 nuovi siti.

     

  2. Budget per la costruzione del sito vero e proprio. La costruzione del sito web è, nella maggior parte dei casi, ciò che richiede l’investimento maggiore. È bene considerare che il costo da pagare è variabile in base alla piattaforma scelta. Scegliere una piattaforma piuttosto che un’altra dipende dalle esigenze dell’azienda e dal tipo di strategia che vuole accettare. Optare per una piattaforma open-source è sicuramente diverso dall’optare per una piattaforma proprietaria; scegliere l’una piuttosto che l’altra non determina solo una differenza di prezzo, ma anche una differenza di possibilità offerte. Infine, al prezzo da pagare per la piattaforma, è da aggiungere il prezzo per il dominio del sito web, considerando, anche in questo caso, costi diversi in base alla scelta del dominio di primo livello.

     

  3. Budget per il mantenimento. Creare un e-commerce ben strutturato non è sufficiente se non si dispone di un server ben funzionante. Il server è la macchina che si usa per raccogliere tutti i file necessari che permettono al sito web di funzionare correttamente. In aggiunta al server, è necessario dotarsi di un hosting veloce e ben funzionante, ovvero l’insieme di risorse che il provider mette a disposizione per ospitare un sito web. Qualora non si dovesse disporre di un server, né di un hosting, il proprio sito web non sarebbe visibile, poiché non sarebbe effettivamente “ospitato”, quindi visibile, all’interno della rete Internet. Infine, in aggiunta a questi software, è necessario disporre di una parte di budget per far fronte a eventuali problemi tecnici, aggiornamenti, etc.; in generale, a tutto ciò che è previsto per eseguire un’assistenza sistemistica corretta ed efficace.

     

  4. Budget per la promozione. Dopo aver lanciato il sito e averlo “ospitato” correttamente in Internet, è necessario svolgere campagne di promozione per far sì che il sito sia visibile dalla giusta nicchia. Tuttavia, non esiste una corretta strategia di promozione, né una standardizzata applicabile a qualunque tipo di progetto. Il modo migliore per fare in modo che si venga alla ribalta è quello di mettere in atto campagne di sponsorizzazione, utilizzando sia annunci display attraverso banner, sia risultati sponsorizzati attraverso campagne PPC (Pay Per Click). Infine, da non dimenticare, né da sottovalutare, è l’efficacia di una newsletter funzionante e ben strutturata. Il costo per la realizzazione, nonché gestione, di una newsletter dipende dal mail provider che si sceglie, la cui scelta, anche in questo caso, è strettamente legata a quelle che sono le esigenze e i bisogni dell’azienda.

Come valorizzare ciascuna voce del budget. 

Dopo aver tracciato accuratamente tutte le voci su cui si intende, ed è necessario, investire, è opportuno assicurarsi di ottimizzare ogni singolo campo. Il metodo migliore per farlo è quello di preparare un file digitale, anche con utilizzando Microsoft Excel, e inserire la cifra che si intende investire per ciascun budget. In questo modo, è possibile tenere a portata di mano, in maniera chiara, il registro spese per ciascuna destinazione.

Stabilire “quanto” dover attribuire a ogni singolo budget è difficile da valutare, ma, spesso, un modo semplice per farlo consiste nel disegnare un grafico a torta e fare in modo che ogni singola voce abbia una somma di investimento simile, ma che, al tempo stesso, sia proporzionata alle proprie esigenze; ad esempio, se a voler creare un e-commerce è un proprietario di un negozio di retail, il cui nome è conosciuto a livello locale, i fondi destinati alle campagne PPC e display a livello locale saranno inferiori rispetto ai fondi destinati per la scelta di un server provider e hosting provider che assicurano una copertura a livello nazionale o mondiale.

In conclusione, avere 10.000 euro di budget e utilizzarne 8.000 per la creazione (effettiva) del sito è un errore, poiché, in questo modo, mancherà la benzina necessaria per le altre vitali attività.

Il primo passo per il successo è quello di redigere un budget equilibrato per il vostro progetto; se vi serve aiuto, non esitate a contattarmi. Seguite i miei corsi e tutti gli altri consigli. Vi toglierò parecchi dubbi!

 

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