New York è intasata dai corrieri dell’e-commerce, Milano e Roma saranno le prossime?

Il MIT Technology Review racconta gli effetti dell’e-commerce nella vita di tutti i giorni, con una New York sommersa da pacchi e pacchetti.

Difficile immaginare un momento in cui sia scattata la scintilla definitiva tra l’e-commerce e tutti noi.

Quello del commercio elettronico è stato un business se vogliamo sottile, lento ma inesorabile, che più o meno lentamente è entrato nella nostra quotidianità. Per un periodo è diventato anche l’unica scelta per molti cittadini di tutto il mondo, durante i primi lockdown dovuti all’emergenza sanitaria della pandemia Covid-19.

Storia recente che conosciamo tutti. Quello che forse non conoscevamo, o almeno finché il MIT Technology Review non ha condiviso un interessante studio, è l’effetto nel mondo reale di questa massa di corrieri che consegnano pacchi e pacchetti in tutto il mondo.

Perché se nelle nostre carte di credito gli acquisti viaggiano a velocità siderale, c’è sempre chi deve fisicamente consegnarli con camion, aerei e qualsiasi altro mezzo di trasporto.

Cosa succede in una città come New York, ad esempio, dove sono stimate circa 2.3 milioni di consegne (senza il reparto food, con cui si arriva a 3.7 milioni) in un solo giorno?

Secondo il MIT Technology Review la Grande Mela è la città con il traffico più congestionato di tutti gli Stati Uniti. Un report del novembre 2021 stabiliva che. per 2 milioni di consegne giornaliere, servivano qualcosa come 7.800 veicoli merci per 8 ore di consegne, con un totale di circa 60mila ore di veicoli in viaggio ogni giorno.

Questo significa traffico, ovviamente, ma anche inquinamento acustico e ambientale

Sono stati tentati alcuni rimedi, negli anni. Spostare alcuni trasporti attraverso vie alternative come la cosiddetta “autostrada blu”, ovvero i traghetti di New York che l’ex-sindaco Bill de Blasio aveva tentato di utilizzare in sostituzione dei camion.

Questo significa dare altro spazio, però, al mondo dell’e-commerce, con un pericolo potenziale che illustra perfettamente Arthur Getman, precedente responsabile dell’analisi presso il Dipartimento dei Trasporti di New York City:

«Molte persone che vengono a New York portano la mentalità del “sogno americano”, ma ecco il problema: quel sogno è in gran parte basato sui sobborghi. La città semplicemente non ha lo spazio per questo, perché tutti abbiano la loro casa, il loro prato, la loro macchina e le loro cose. Con i suoi trasporti pubblici, piste ciclabili, marciapiedi, parchi e condomini, New York City è fatta per condividere.»

Immaginate numeri del genere a Roma o Milano, città già caotiche di loro, e come potrebbero trasformare delle città che devono combattere ogni giorno con problemi di urbanistica di ogni tipo.

Saranno le prossime New York City? Siamo ancora in tempo per capire quali siano gli acquisti davvero essenziali da fare online e quali, invece, possono essere effettuati alla “vecchia maniera”, nella speranza di rendere più malleabile il progresso inarrestabile dell’e-commerce.

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