Da Amazon a Meta, tagli in corso

Il settore tech, in particolare quello dei social network, sta attraversando un periodo complesso. A testimoniare i problemi di queste grandi aziende sono arrivati, nei ultimi mesi, una serie di licenziamenti.

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Meta

Meta, la società che possiede Facebook e Instagram, a novembre 2022 ha annunciato il licenziamento di 11mila dipendenti, in quello che è stato il taglio della forza lavoro (pari al 13%) maggiore nei suoi 18 anni di storia, tra cui anche diversi dipendenti in Italia. Il 14 marzo è stato annunciato un secondo taglio di altri 10mila dipendenti.

Da dove derivano le difficoltà? Una spiegazione è arrivata direttamente dal capo di Meta, Mark Zuckerberg. Tra il 2020 e il 2021 si è registrato un boom di assunzioni, riflesso della scommessa su una crescita sostenuta anche dopo l’emergenza Covid, durante la quale il lavoro di queste aziende è aumentato moltissimo.

I calcoli però si sono rivelati sbagliati. All’inizio della pandemia il «mondo si è rapidamente spostato online e la crescita dell’e-commerce si è tradotta in un’accelerazione dei ricavi. Molti avevano previsto che si sarebbe trattato di un’accelerazione permanente che sarebbe continuata», ha detto Zuckerberg.

La fine dell’emergenza ha invece comportato un rallentamento al quale si sono aggiunte la guerra e l’inflazione.

La società di Menlo Park sta studiando contestualmente alternative per monetizzare i propri servizi, come ad esempio l’introduzione della spunta blu a pagamento in alcuni mercati.

Ma la situazione potrebbe addirittura peggiorare se il Gruppo mancherà gli obiettivi che si è imposta per rilanciare il costoso Metaverso. Reality Labs, la divisione del gruppo che si occupa di metaverso e realtà virtuale, nell’ultimo trimestre dello scorso anno ha registrato un fatturato di poco inferiore ai 730 milioni di dollari a fronte di una perdita operativa di 4,28 miliardi di dollari.

L’azienda ha fissato come obiettivo nella prima metà del 2023, 500.000 utenti attivi mensili. Il numero ora è inferiore a 200.000. Ma il principale problema è il “retention rate”. Attualmente solo l’11% degli utenti ritorna in Horizon Worlds il mese successivo: l’obiettivo per il 2023 è raggiungere il 20%.

Amazon

Tra le aziende ad aver annunciato tagli del personale nei mesi scorsi c’è anche Amazon, che ha lasciato a casa circa 18mila dipendenti sugli 1,5 milioni a livello globale.

E si ridimensiona l’iniziativa Amazon Go: la società statunitense ha annunciato la chiusura di otto dei suoi negozi senza casse (e cassieri) nei quali si può entrare, fare la spesa e uscire; sono le telecamere a conteggiare quel che ciascun cliente ha ritirato e addebitarglielo sulla carta. Ne chiuderanno due a New York, altrettanti a Seattle e quattro a San Francisco. Il provvedimento sarà esecutivo dall’1 aprile.

L’ufficio stampa di Amazon ha confermato: «Come ogni altro rivenditore fisico, valutiamo periodicamente il nostro portfolio di negozi e decidiamo come ottimizzarlo in corso d’opera. Rimane l’impegno nei confronti del formato Amazon Go, con oltre 20 punti vendita in tutti gli Stati Uniti e continueremo ad apprendere quali località e caratteristiche attirano meglio i clienti».

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