E-commerce e sostenibilità

L’inquinamento ambientale è diventato uno dei problemi più urgenti che l’umanità deve affrontare nel XXI secolo.

Oltre ai danni evidenti alla salute umana e agli ecosistemi, l’inquinamento si colloca in quel moto generale che in natura procede dall’ordine perfetto verso il caos, noto come principio dell’entropia.

Indice

Dall’ordine al caos: l’entropia e l’e-commerce

In altre più semplici parole l’energia tende a spostarsi dallo stato di ordine al disordine; questo significa che in un sistema chiuso, come ad esempio l’ambiente planetario, l’energia si diffonde in modo da distribuirsi in modo più casuale e caotico. L’entropia rappresenta il livello di disordine o caos all’interno di un sistema; in un sistema isolato tende ad aumentare nel tempo, portando a un aumento del disordine.Questo principio fondamentale offre un quadro teorico per comprendere i flussi energetici e la trasformazione dell’energia in natura; la sua relazione con l’inquinamento ci permette di analizzare come l’attività umana accentui il delicato equilibrio energetico dell’ambiente, contribuendo ad aumentare l’entropia e portando a conseguenze negative sia per l’ecosistema che per la qualità della vita.

Qualsiasi attività umana si inserisce in questo flusso inevitabile che conduce verso condizioni di trasformazione dell’ambiente circostante, con ripercussioni altrettanto inevitabili di peggioramento della qualità di vita. Ne discende che l’impegno volto a rallentare questo naturale ma inesorabile processo acquisti particolare valore e debba essere incentivato e premiato.

E-commerce e impatto ambientale

Per quanto riguarda l’ecommerce in Italia nel 2022 questo si è attestato su un valore di mercato di 48,1 miliardi di euro: gli acquisti online sono ormai una pratica comune nelle abitudini dei consumatori, che insieme all’abbattimento di costi e tempi di consegna si aspettano politiche rispettose dell’ambiente. La rilevanza economica di questa fetta di economia, per la sua stessa esistenza, si immette in quel moto energetico descritto in precedenza, e finisce per avere un’incidenza significativa sulla quota di emissioni inquinanti che dall’attività economica viene riversata nel sistema ambientale. Alla rilevanza di questo problema nella mente dei consumatori non sembra corrispondere una pari consapevolezza fra le aziende che operano in questo settore, presso le quali, anzi, sembrano permanere alcune resistenze a rendere le proprie attività economiche più compatibili con la salvaguardia dell’ambiente. Secondo la ricerca di YOCABÈ e Confcommercio, solo un quarto delle imprese si definiscono molto sostenibili, benchè ben ⅔  del totale affermino di esserlo . Di fatto, però, più della metà delle imprese ancora non ha intrapreso iniziative a favore della sostenibilità e quasi la metà non ha intenzione di farlo in futuro. Con ogni evidenza tali resistenze sono da porre in relazione con l’impatto economico che tali adattamenti avrebbero, nell’immediatezza, sui margini di profitto. Al contrario sul versante dei consumatori le attese riguardo la diminuzione dell’impatto ambientale del commercio on-line paiono situarsi al vertice delle loro aspettative. Infatti più di 3 consumatori su 4, fra coloro che effettuano acquisti nel web, reputano importanti le politiche di sostenibilità e tutela ambientale e per quasi un sesto di loro queste sono determinanti al punto da non effettuare l’acquisto in loro assenza. Un trend che guida il mercato e che le imprese dovranno imparare a integrare nei propri modelli di business per non restare indietro.

Come avere un e-commerce sostenibile

Ma quali sono le priorità per la transizione ecologica delle imprese e per un eCommerce più sostenibile? Degli investimenti effettuati dalle aziende in direzione della sostenibilità, spiccano su tutti quelli destinati a packaging sostenibili e riciclabili (76,8%), seguiti a distanza dalle tecnologie per la fruizione di energia da fonti rinnovabili. Al terzo posto i provvedimenti per la riduzione dei rifiuti.

Ma le imprese investono anche in interventi strutturali per il risparmio energetico e, in misura minore, in controllo della sostenibilità dei fornitori, attività di ricerca e sviluppo per l’innovazione tecnologica e certificazioni.

Ci si avvicina allo zero per quanto riguarda, invece, gli investimenti in consulenze su temi di sostenibilità  e nei sistemi di misurazione e reporting dell’impatto ambientale. Per quasi la metà delle imprese, gli aspetti relativi alla sostenibilità da parte di un partner influiscono sulla scelta dello stesso, ma solo per 1 impresa su 10 contano in maniera determinante.

Gestione della logistica dell'e-commerce

Quanto alla logistica, infine, che rappresenta il tallone d’achille del commercio digitale – un terzo delle imprese ha riscontrato criticità nella gestione della logistica ecommerce – il 38,7% delle imprese è disposta a spendere di più di quanto faccia attualmente per un servizio di logistica carbon free e sostenibile; di queste, 2 su 3 spenderebbe non più del 5%: il che dimostra il timore che la conversione green avrebbe un inevitabile impatto sui prezzi e quindi sui volumi di vendita.

Quasi la metà delle imprese ritiene comunque probabile che effettuerà dei cambiamenti strategici e di partner logistici per migliorare la sostenibilità del business.

Logistica e-commerce

E dal punto di vista dei consumatori? L’utilizzo di packaging riciclabile e non inquinante e di mezzi di trasporto eco-friendly per le spedizioni sono le iniziative più rilevanti nell’ambito della sostenibilità ambientale legata agli acquisti online. Seguono la promozione di prodotti di natura sostenibile e l’attuazione e il rispetto delle politiche ESG ( Environment, Society, Governance – un insieme specifico di criteri di valutazione dell’impegno ambientale, sociale e di trasparenza di un’azienda) Fatta eccezione per l’attenzione al packaging, priorità assoluta per aziende e consumatori, appare evidente come le iniziative più apprezzate da parte di chi effettua un acquisto siano invece sottovalutate dalla maggior parte delle aziende, le quali, invece, potrebbero trovare in queste aree un margine di crescita importante.

Altri punti critici sono rappresentati dalle consegne veloci, che costringono a mettere in strada più mezzi per meno consegne, dallo smaltimento degli imballaggi dei prodotti acquistati che pesano quasi 20 volte di più in termini di emissioni di CO2 rispetto a quello per gli acquisti in negozio; infine, i resi: il 20% degli acquisti online nel mondo viene rimandato indietro e, in Europa, i resi aumentano del 63% ogni anno; ciò significa raddoppiare le emissioni legate al transito dei pacchi: ogni reso spedito genera, infatti, emissioni pari a circa 180 kg di CO2.

L’attenzione all’ambiente rappresenta quindi un vantaggio competitivo per le imprese, perché gli investimenti in sostenibilità sono ricambiati dalla maggiore attrattività del brand agli occhi dei consumatori.

Le principali aree su cui le aziende possono puntare per alzare i propri standard di sostenibilità

  • Packaging. Esistono diverse misure per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi: in particolare l’efficienza di confezionamento (l’utilizzo di imballi troppo grandi e il materiale di riempimento che aumentano i volumi trasportati e dunque i viaggi su ruote e il materiale da smaltire) migliora anche l’efficienza logistica, riducendo le emissioni legate al trasporto. Sono inoltre da favorire packaging monomateriali, che consentono un riciclo più efficiente. Favorire materiali riutilizzabili e riciclabili al 100%, come il vetro, contribuisce a sua volta a ridurre l’inquinamento.
  • Emissioni digitali. Tema legato a doppio filo al mondo dell’ecommerce è quello delle emissioni digitali, che a livello globale sono responsabili per più del 4% delle emissioni di gas serra, con un impatto maggiore di quello dei trasporti aerei . A questo contribuiscono diversi elementi: alimentazione e raffreddamento dei data center, trasferimento dati, consumo energetico dei dispositivi. Ridurre la CO2 digitale è possibile: i data center alimentati al 100% da energia rinnovabile sono da preferire, così come i formati leggeri per i contenuti del sito web.
  • Obiettivo Carbon Neutrality. Definire una strategia di carbon neutrality significa impegnarsi per ridurre il proprio impatto sul lungo periodo. La meta, assai difficile da realizzarsi, è l’azzeramento dell’impronta ambientale attraverso la riduzione e la compensazione delle proprie emissioni. Il primo passo in questa direzione è il calcolo delle emissioni, dirette e indirette, per cui si può fare riferimento alle linee guida internazionali del GHG Protocol. Successivamente, le imprese possono compensare le emissioni residue, impossibili da ridurre nell’immediato, attraverso il sostegno a progetti di cattura della CO2, dallo sviluppo di nuove tecnologie alla preservazione delle foreste.

Diverse fonti confermano come con le opportune accortezze l’ecommerce possa essere più sostenibile del commercio tradizionale, soprattutto nei casi in cui altrimenti i consumatori sarebbero costretti a percorrere lunghe distanze per raggiungere i luoghi di vendita.

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