Italia: spread a rischio di rialzo, in arrivo test cruciale per la Bce

L’Italia si trova ad affrontare una serie di sfide che potrebbero portare a un rialzo dello spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. In particolare, l’inflazione sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie italiane, riducendo la loro capacità di spesa. Questo potrebbe portare a una riduzione della crescita economica e aggravare aumentare il rischio di default dell’Italia.

Indice

Le difficoltà economiche dell'Italia

Uno dei sintomi più chiari di una crisi strutturale è il riaccendersi delle polemiche eterne che ricompaiono sulla scena del dibattito pubblico ad ogni ritorno dalle vacanze agostane. Il mare mosso di autunno forse spegnerà le baruffe sulla questione migranti, ma agiterà le acque del tema condono, con le allegate polemiche sulla evasione fiscale. Si parlerà prima di scontrini e fatture, poi di condono edilizio, alla disperata ricerca dei 10 miliardi che mancano al Def, tanto da aver costretto il ministro dell’economia Giorgetti a mettere sul piatto persino la privatizzazione del Lotto. Serve fare cassa. Senza scordare una quarta rata del Pnrr di fatto vincolata nel suo esborso alla ratifica del Mes, per la quale il Governo – parola di Giorgetti – oggi non avrebbe i numeri alle Camere; ciò nonostante il ministro Fitto sta già presentando le modifiche ai piani per la quinta rata. Il Governo è obbligato a prendere in mano la pratica del Def e incasellare i numeri anche perché, nel frattempo, la tassa sugli extra-profitti bancari – come era ovvio fin dall’inizio – è terminata in cavalleria, su richiesta della BCE (Banca Centrale Europea).

Il ruolo della BCE

Il problema fondamentale non è il giudizio della Commissione ma vendere ogni giorno il debito pubblico al mercato. Ecco qui il nodo, alla vigilia della nuova emissione indicizzata per la clientela retail. Il grande ritorno degli italiani ai BTP vale 120 miliardi: sembra una cifra consistente, ma equivalgono solo al 6% della ricchezza finanziaria degli italiani: nel 2012 era il 18%. Gli investitori italiani, insomma, non paiono soddisfatti dei rendimenti che il ministero del tesoro sembra loro offrire.
Certo: c’è sempre sullo sfondo l’azione di Palazzo Koch, la cui detenzione di titoli è al top dagli anni ‘90, ma la sua azione calmierante potrebbe presto essere bloccata. Però BankItalia acquista su mandato Bce in seno ai vari cicli di Qe, di fatto agendo da mero broker e il banchiere estone e membro del Board, Madis Muller, non più tardi della scorsa settimana ha parlato di necessità stringente di accelerare il roll-off di bilancio degli acquisti pandemici.

L'inasprimento delle condizioni di finanziamento

Lo spread dei titoli italiani, ovvero il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, è già salito in modo significativo negli ultimi mesi. Questo aumento è dovuto a una serie di fattori, tra cui l’inasprimento delle condizioni di finanziamento da parte della Banca centrale europea, la riduzione degli acquisti di titoli di Stato da parte della BCE e le difficoltà economiche dell’Italia.

L'accelerazione del rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE

La BCE ha annunciato che ridurrà gli acquisti di titoli di Stato pandemici a partire da ottobre. Questo potrebbe portare a un aumento dello spread, poiché gli investitori potrebbero essere meno disposti a comprare titoli italiani.
In particolare, la BCE ha annunciato che ridurrà gli acquisti di titoli di Stato pandemici a un ritmo di 30 miliardi di euro al mese, fino a raggiungere lo zero a fine dicembre. Questo significa che la BCE cesserà di acquistare titoli di Stato italiani, che sono stati uno dei principali supporti per il mercato italiano negli ultimi anni.

Conseguenze

Un aumento dello spread dei titoli italiani avrebbe una serie di conseguenze negative per l’Italia e l’UE.

  • Per l’Italia, un aumento dello spread renderebbe più costoso per il governo finanziarsi sul mercato, aumentando il debito pubblico e il rischio di default. Questo potrebbe portare a una riduzione della spesa pubblica, a un aumento delle tasse o a un’altra forma di consolidamento fiscale.
  • Per l’UE, un aumento dello spread italiano potrebbe innescare un contagio sui titoli di Stato di altri Paesi europei, con conseguenze negative per la stabilità finanziaria dell’UE.

Se l’Italia piange, l’Europa non ride

Anche in Europa il trend nella qualità del credito sta diventando negativo nel campo delle imprese, a causa dell’inasprimento delle condizioni di finanziamento. L’economia europea è prossima allo stallo? A dire di uno studio recentemente condotto da S&P Global Ratings sulle condizioni del credito in Europa, sembrerebbe di sì. S&P prevede che i tassi ufficiali, attualmente al proprio picco o prossimi al suo raggiungimento, rimarranno alti più a lungo, poiché l’inflazione nell’Eurozona potrebbe tornare al target del 2% solo alla fine del 2025. Ciò peserà sulla crescita, mantenendo le condizioni di finanziamento rigide – ancora più rigide in termini reali – e aumenterà inevitabilmente l’attenzione sui flussi di cassa, sul costo del debito e sulla sostenibilità. Sono diverse le cause che motivano questa visione pessimistica. L’inasprimento delle condizioni di finanziamento, il rallentamento dei mercati del lavoro e della dinamica degli utili delle imprese, esacerbano le vulnerabilità finanziarie, portando il tasso di default in graduale aumento, stimato al 3,75% nei prossimi trimestri. Il settore immobiliare rimane uno dei più esposti. Non si prevede che il mercato degli investimenti possa riprendersi completamente prima della stabilizzazione dei tassi di interesse nel 2024. S&P prevede dunque che la qualità del credito societario si deteriorerà nel resto dell’anno, dopo aver resistito relativamente bene nella prima metà del 2023. Qual è la situazione del debito in Europa? Ad oggi il debito europeo è collocato sul mercato a tassi di interesse più elevati di quelli richiesti per finanziare il debito di molti Paesi europei. Malgrado il debito europeo sia considerato dalle agenzie di rating internazionali come meno rischioso del debito di questi Paesi.

Conclusione

L’aumento dello spread dei titoli italiani è un segnale di allarme per l’Italia e l’UE. L’Italia e l’UE dovrebbero adottare misure per ridurre il rischio di un ulteriore aumento dello spread, in modo da salvaguardare la stabilità finanziaria dell’area euro.
Il prossimo test cruciale per la BCE sarà il suo meeting di ottobre. Se la BCE deciderà di accelerare il rialzo dei tassi di interesse o di ridurre ulteriormente gli acquisti di titoli di Stato, porterà inevitabilmente a un rialzo dello spread. Questo potrebbe avere un impatto negativo sull’economia italiana, rendendo più costoso per il governo finanziarsi sul mercato e ostacolando la crescita economica.

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