La Germania dà una svolta alla politica energetica, ma cosa significa per l’Italia?

Il Governo tedesco ha recentemente annunciato un massiccio piano di sostegno energetico per le imprese del paese, mirando a ridurre i costi dell’elettricità e a favorire la transizione verso fonti energetiche più sostenibili.

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La Rivoluzione Energetica di Berlino

Una delle principali beneficiarie di questo piano è Siemens Energy, che ora gode di garanzie statali per abbandonare i combustibili fossili in favore di energie rinnovabili come l’eolico. Ma questo ha un prezzo, con il titolo che ha perso il 66% del suo valore in sei mesi, anche se ha registrato un aumento del 8% giovedì scorso.
La volatilità dei prezzi dell’energia è diventata la nuova normalità, con il recente calo del 15% del prezzo del gas ad Amsterdam dopo un aumento del 20% legato alle tensioni in Medio Oriente. La geopolitica sembra essere diventata il principale indicatore di rischio, mentre un’inflazione prevista al 4% nell’eurozona aggiunge ulteriori preoccupazioni.
Ospitando i Verdi nella coalizione e non potendo farne a meno, il primo ministro tedesco Olaf Scholz ha benedetto il piano di garanzia come un sostegno dello Stato a una rivoluzione energetica ineluttabile che, al netto dei costi attuali, garantirà enormi benefici futuri. Insomma, il famoso debito buono … .Un governo serio e coerente avrebbe investito veramente sul futuro, cercando di fornire energia abbondante e stabile staccandosi dalle fonti carboniche ma questo avrebbe significato utilizzare il nucleare, il che avrebbe spaccato i Verdi. Meglio pagare le tasse a Bruxelles e bruciare tanto gas. La coerenza? Chi se ne importa di fronte alla politica e all’economia tedesca.

Implicazioni per l'Italia

Il piano tedesco, mirato a ridurre drasticamente i costi dell’elettricità, crea una concorrenza sleale all’interno dell’Unione Europea. Le imprese tedesche, beneficiarie di significativi tagli fiscali e sussidi, si avviano così a godere di un vantaggio competitivo ingiusto rispetto ai loro omologhi italiani. Questa disparità mina la competitività del tessuto produttivo italiano, già alle prese con una serie di ulteriori sfide.
L’Italia senza la capacità di spesa tedesca, per la dipendenza da fornitori energetici meno convenienti, si ritroverà costretta a muoversi in uno scenario di significative penalizzazioni, soprattutto perchè appare priva di reali alternative a Gazprom, stante la chimera algerina già rivelatasi tale, anche per le posizioni assunte in politica estera.

La Risposta di Giancarlo Giorgetti

Il Ministro italiano dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso preoccupazione e ha posto un veto all’Ecofin, preferendo le regole rigide del Patto di Stabilità pre-Covid rispetto a un’imposizione di nuove regole dell’ultim’ora da parte della Germania e della Francia. Per l’Italia, il deficit sembra essere diventato come una carta di credito indispensabile per sopravvivere economicamente.

La Commissione Europea e la Concorrenza

In questo contesto, la Commissione Europea rimane muta, dimostrando la sua dipendenza da Berlino; eppure la corretta competitività nel mercato unico viene spazzata via da queste misure tedesche. La Commissione Europea, con la sua apparente inerzia, solleva domande sulla tutela della concorrenza all’interno del mercato unico. L’assenza di azioni concrete potrebbe alimentare tensioni e mettere in discussione la solidità dell’Unione Europea in termini di equità economica tra gli Stati membri. La concorrenza nel mercato unico è minacciata ma, con assoluta probabilità, Bruxelles chiuderà gli occhi nei confronto di simili aiuti concessi da Parigi alle proprie industrie. Due economie in recessione come quelle tedesca e francese sanno che zavorrare le caviglie alla concorrenza italiana può garantire loro una boccata di ossigeno, stante la differente produttività. E l’Italia resterà con il cerino in mano: ah, ma noi abbiamo il PNRR… .
Il veto del Ministro italiano dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, all’Ecofin indica una reazione preoccupata da parte dell’Italia: un tentativo di difendere gli interessi nazionali di fronte alla concorrenza sleale e alle possibili penalizzazioni per il tessuto produttivo italiano.

L'Italia di Fronte a Sfide Cruciali

Mentre la Germania si impegna nella sua transizione energetica, l’Italia deve fronteggiare la difficile sfida di bilanciare la concorrenza equa all’interno dell’Unione Europea. La Commissione Europea è chiamata a giocare un ruolo cruciale nel garantire che la transizione energetica non diventi un pretesto per penalizzare e indebolire le economie nazionali, mantenendo un equilibrio tra gli interessi degli Stati membri.
A fronte di quasi 200 miliardi di euro messi in campo da Berlino come aiuto di Stato alle imprese per i prossimi 5 anni non si può rimanere silenti. Questo è il momento di battere i pugni. E se serve, seguire l’esempio di Giancarlo Giorgetti in ogni sede e su ogni tema: veto. O morte della nostra economia.

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