Shopping non alimentare: ecco cosa cercano i consumatori.

Sempre più persone dopo la pandemia scelgono il commercio elettronico, puntano alla convenienza e premiano le aziende sostenibili. Le nuove tendenze di shopping secondo l’Osservatorio Non Food di GS1 Italy.

Non sono solo i prodotti nel carrello della spesa ad essere cambiati ma anche lo shopping non alimentare, complice la pandemia, ha subito alcune trasformazioni nelle modalità e nelle scelte da parte dei consumatori.

Il 30% dei consumatori infatti ha modificato il suo modo di fare shopping scegliendo sempre più l’e-commerce. Il digitale permette infatti di confrontare prodotti e servizi, trovando facilmente il più vantaggioso.

Oltre che sugli sconti, il 45% dei consumatori si è direzionato verso il mercato dell’usato, una scelta che oltre ad aiutare il portafoglio sostiene anche l’ambiente, infatti in  molti hanno premiato il trend delle aziende “green”.

Queste sono alcune delle tendenze che l’Osservatorio Non Food 2022 di GS1 Italy ha delineato nel suo documento che presenta un focus su 13 comparti merceologici non alimentari.

L'esperienza di shopping diventa PHYGITAL

Una delle tendenze interessanti dello shopping non alimentare, identificata dall’Osservatorio, su cui vale la pena soffermarsi è quella della “inevitabile phygital”, e cioè l’integrazione fisico-digitale nell’esperienza di consumo.

«Durante la pandemia gli italiani sono diventati, per necessità e per comodità, più omnichannel e hanno imparato a utilizzare sempre più le nuove tecnologie digitali anche per fare shopping. Un atteggiamento rimasto anche nel 2021: infatti, rispetto al pre-Covid, il 30% dei consumatori dichiara di aver adottato nuovi comportamenti nello shopping, in particolare ricorrendo agli acquisti via web» (Osservatorio Non Food 2022 di GS1 Italy).

Molte vendite si sono infatti spostate online ed alcuni negozi fisici sono stati chiusi. Nel settore dell’abbigliamento la quota di commercianti che ha introdotto le vendite online accanto a quelle tradizionali è arrivata al 51,2% contro il 14,4% del 2019.

Ma l’andamento del commercio elettronico non è del tutto lineare infatti:

«L’e-commerce esce da un 2021 molto sfaccettato, con mercati in cui ha continuato a crescere in modo importante e altri in cui ha ridimensionato il suo peso, dando i primi segnali di assestamento e sgonfiando parte della bolla del 2020. Nel 2021 le vendite online sono aumentate soprattutto per i farmaci da banco (+20,7%) e per i prodotti di profumeria (+31,2%), confermando per entrambi il trend positivo di medio periodo. Stessa dinamica per l’edutainment dove, con il +6,1% di fatturato ottenuto nel 2021, il web è diventato il primo canale coprendo oltre la metà del mercato. Ma è nell’elettronica di consumo, primo mercato a valore nel Non Food, che l’e-commerce ha registrato il maggior fatturato aggiuntivo, grazie all’espansione del 10,9% delle vendite». 

Altri settori come quello dell’abbigliamento sono in calo (meno 2,7% articoli per lo sport e meno 3,2% calzature).

 

Lo shopping è anche social

La comunicazione attraverso i social network è ormai uno degli strumenti fondamentali di marketing per ogni brand,  tanto che l’81,9% dei venditori ha almeno una vetrina in uno dei principali social network  in particolare su Facebook, seguito da Instagram e Twitter.

I consumatori infatti cercano i prodotti sul web e possono confrontarli tra loro, inoltre attraverso i social possono seguire il brand da vicino, verificandone credibilità e valori.

Lo shopping è social, e rilevanti sono i casi dell’ottica e dei libri non scolastici, dove l’aumento delle vendite online è stato sostenuto da influencer e blogger, grazie alla loro attività e al loro seguito sui social network.

Shopping si, ma stiamo comodi!

Tra le nuove esperienze di shopping ci sono forme di consegna più flessibili, favorite sempre dal digitale, e la volontà da parte del consumatore di passare meno tempo nei negozi fisici.

Circa un terzo dei consumatori dice di aver utilizzato nel 2021 le modalità di acquisto e consegna più flessibili – come ordini in remoto (pc o telefono) con ritiro in punto vendita oppure ordini in store con consegna a domicilio. 

Il 10% di italiani invece ha usufruito dei tour virtuali dello store o dei contatti a distanza (video call) con gli addetti alla vendita.

Inoltre dopo la pandemia è aumentata l’attenzione sulla frequentazione di luoghi affollati (il 26,4% degli italiani preferisce giornate con meno clienti), si è ridotta la frequenza di visita ai negozi (65% dei casi) e si sono abbreviati i tempi di permanenza (32,4%).

Sostenibilità e risparmio, doppio guadagno!

Anche nello shopping non alimentare risalta la tendenza “green” e la ricerca della sostenibilità ambientale.

«L’attenzione di brand e insegne Non Food alle tematiche etiche e ambientali diventa sempre più importante per attrarre e conquistare i consumatori: il 73% della popolazione sopra i 14 anni valuta positivamente i marchi che prendono posizione su questi temi e il 57% li premia nelle proprie scelte di acquisto».

L’impegno verso l’ambiente premia anche i mercati dell’usato, e rappresenta la seconda ragione dopo il risparmio per favorirne la crescita, infatti 45 italiani su 100 hanno scelto di comprare beni di seconda mano, utilizzando soprattutto le piattaforme online (63%).

Ed è proprio la necessità di  risparmiare a risaltare negli atteggiamenti dei consumatori in tutto il 2021.

Dal 20% al 45% degli italiani si informa in modo dettagliato online e fisicamente, confrontando i vari negozi e prodotti. La diffusione del digitale inoltre è facilitata sia dalla velocità e comodità di comparazione tra vari brand, sia dalla disponibilità di promozioni attive online e dal risparmio offerto dal web.

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